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| Descrizione attività e obiettivi | Risultati tangibili attesi |
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I consumatori intervistati in diverse ricerche condotte su base sia nazionale (dati Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo alimentare, 2005) che locale (La domanda di prodotti biologici da filiera corta nella regione Umbria, report regionale progetto LoginBio, www.loginbio.it) fanno emergere chiaramente due elementi relativi al consumo di prodotti bio: attesa di salubrità e contemporaneo scetticismo sulla validità dei controlli. Un dato che va preso in considerazione, visto che il sistema di garanzia del biologico è uno dei valori aggiunti che il consumatore dovrebbe riconoscere e soprattutto perché sono ormai più di vent’anni che il settore è disciplinato dal regolamento comunitario. Prendendo in esame tali considerazioni e giunti a questa fase della ricerca, possiamo affermare che, se il questionario ha indagato cosa c’è oltre le attese di salubrità nel consumo di prodotti bio, un Sistema Partecipativo di Garanzia servirà a sperimentare metodi di controllo e certificazione che possono dare maggiore fiducia al consumatore e credibilità al sistema. Si chiama SPG quel processo che prevede la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, consumo e divulgazione dei prodotti certificati come bio. In questo sistema, i diversi attori della filiera che va dai campi alla tavola (agricoltori, allevatori, tecnici, consumatori) integrano il proprio ruolo e lavoro in un obiettivo comune, d’interesse collettivo, generando una forma partecipativa di garanzia reciproca. In questa fase verrà acquisito materiale bibliografico sulle esperienze europee esistenti, in particolare Spagna, Francia e Italia (anche Aiab Federale sta delineando una proposta di Spg nazionale), per comprendere la metodologia applicata, adeguarla alla situazione umbra e proporla nel contesto di analisi. Fonte: gruppo di lavoro di IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) sui SPG, www |
Acquisire informazioni sulla metodologia e sui risultati delle esperienze in atto (Francia e Spagna). Individuare le linee guida di un sistema Spg umbro. Mettere a punto degli strumenti per l’elaborazione di un modello operativo umbro. |
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Elaborazione di un Spg condiviso da produttori e consumatori. Definire un modello utile allo sviluppo dell’agricoltura biologica in Umbria, significa dare un’opportunità ai piccoli produttori che vendono ai mercati di prossimità (gruppi d’acquisto, vendita diretta in azienda), in particolare a quelli che negli ultimi anni sono usciti, e continuano ad uscire, dal sistema di controllo e certificazione. In questa fase verranno organizzati incontri con i portatori di interesse (attori della filiera: produttori, consumatori e tecnici). Trattandosi di categorie con un interesse complementare, e per dare una risposta alle aspettative particolari di tutti i soggetti coinvolti, questo momento consisterà in una prima fase di workshop con entrambe le categorie. Verranno realizzati 3 incontri rivolti alle singole categorie e due collettivi per condividere le regole di funzionamento. Nelle riunioni collettive verranno presentati i modelli andaluso e francese di Nature et Progrès (federazione di consumatori e produttori nata nel 1972 proprio per coordinare gruppi di certificazione), si avanzeranno proposte locali e dibattiti per il modello umbro di Spg, verranno condivisi i risultati e infine presentati a tutte le categorie. Una seconda fase consisterà nella stesura dei documenti necessari per l’organizzazione dei gruppi di lavoro e la valutazione delle aziende: - regolamento interno per la partecipazione che individua diritti e doveri dei suoi membri; - dichiarazione di conoscenza della normativa e di adesione al sistema; - formulario di ammissione dell’azienda; - manuale di visita; - manuale di valutazione; - certificato di conformità. |
Elaborazione di un sistema di garanzia regionale dedicato. Realizzazione di incontri con consumatori, produttori e tecnici. Definizione dei documenti operativi di organizzazione del gruppo: - dichiarazione di conoscenza della normativa e di adesione al sistema; Definizione dei documenti per la valutazione delle aziende: - formulario di ammissione dell’azienda; - manuale di visita; - manuale di valutazione; - certificato di conformità. Condivisione del sistema ipotizzato con i portatori d’interesse e preparazione delle figure che attueranno la sperimentazione.
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Organizzazione di gruppo di visita locale e commissione di certificazione. Il primo, addetto alla raccolta delle informazioni in azienda sarà composto da due persone, una che rappresenta i produttori e l’altra i consumatori. Questi realizzeranno le visite in 5 aziende fornitrici dei Godo che faranno richiesta di ammissione, con l’obiettivo di raccogliere tutte le informazioni necessarie per verificare il rispetto delle norme di riferimento (Reg. (CE) 834/07, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici). La commissione, invece, sarà composta da 5 persone elette dall’assemblea del circolo e con il seguente profilo: 2 persone provenienti dal settore della produzione, 2 dal settore del consumo, 1 tecnico professionista. Tra le varie mansioni, la commissione ha quella di eleggere i membri del gruppo di visita. Questi riceveranno una formazione specifica da parte dei tecnici qualificati dell’associazione sulle norme di riferimento e sulla metodologia per lo svolgimento della visita. La formazione sarà aperta a tutti i soci. Una formazione pratica avverrà allo svolgimento delle prime visite. Durante la visita si raccoglieranno sia informazioni relative alla gestione dell’azienda sia documenti ufficiali che possano comprovare quanto dichiarato dall’agricoltore (certificato di provenienza delle sementi, fattura di acquisto dei fattori della produzione, ecc...) La commissione di certificazione analizzerà infine le informazioni raccolte durante le visite, e prenderà la decisione sulla certificazione delle aziende. |
Sperimentazione sul campo del Spg. Valutazione empirica del sistema, delle criticità e della praticabilità dello stesso. |