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05/04/2011

Nuove regole contro la fuga di specie esotiche dagli allevamenti di acquacoltura

Cambiano norme UE su acquacoltura,

AIAB: “Bene le nuove regole contro la fuga di specie esotiche dagli allevamenti di acquacoltura.
Ma standard di sicurezza ancor più sicuri sono garantiti dall’acquacoltura biologica”

“Consideriamo positivi i cambiamenti introdotti con la nuova definizione di "impianto di acquacoltura chiuso" pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale Europea, soprattutto in considerazione della maggiore attenzione riservata alla tutela della biodiversità.
Ma ribadiamo che l’AIAB non è favorevole al principio dell’introduzione di specie esotiche in acquacoltura, sia biologica che convenzionale.
Proprio per questo il regolamento europeo 710/2009 sulla disciplina dell’acquacoltura biologica prevede una particolare attenzione per l’allevamento di specie autoctone e vieta l’allevamento biologico negli impianti a ricircolo”.

È il commento di Andrea Ferrante, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB), alla nuova definizione di "impianto di acquacoltura chiuso" introdotta dall’UE con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi.
Il regolamento modifica il testo normativo del 2007 relativo all'impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti e definisce gli impianti chiusi come situati sulla terraferma, dotati di un sistema di ricircolo dell'acqua, dove gli scarichi non sono in nessun modo collegati con le acque aperte prima di essere setacciati e filtrati o fatti percolare.
“Con la nuova definizione di impianto chiuso, infatti – prosegue Ferrante -, gli allevamenti di acquacoltura tradizionale devono adeguarsi a standard tecnici che mettono l’ambiente al riparo dalla fuga di specie esotiche e che quindi tutelano gli ecosistemi e la biodiversità presenti in natura.
Pur riconoscendo che le nuove norme riducono l’impatto ambientale dell’acquacoltura, auspichiamo un ulteriore inasprimento degli standard tecnici per rinforzare la sicurezza anche nelle fasi di trasporto e traslocazione.
Ma per mettere l’ambiente completamente al riparo dalla contaminazione da specie ‘aliene’, l’acquacoltura biologica resta tuttora il sistema  che garantisce la maggiore sicurezza”.

(Fonte: Ufficio Stampa AIAB)

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