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14/02/2013

Il biologico non solo tiene, ma anzi cresce!

Il trend delle vendite di prodotti biologici confezionati nella distribuzione moderna è da diversi anni di segno positivo, nonostante il perdurare della crisi economica.

Secondo i dati del panel delle famiglie ISMEA/GFK-Eurisko, gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati presso la Grande distribuzione sono cresciuti del 5,9% nei primi 10 mesi del 2012.

Stesso trend anche per i negozi specializzati: Ecor NaturaSì hanno chiuso l'anno 2012 con una crescita delle vendite del 6,5% rispetto al 2011 (fonte: Ecor).

Peraltro, anche i dati del Fairtrade sono positivi: +16,5% nel 2011 rispetto al 2010, ultimo dato ufficiale; e se pensiamo che il bio rappresenta una fetta del 54% dei prodotti equosolidali certificati, ci rendiamo conto di quanto il mercato stia premiando il biologico, nonostante la difficile situazione economica!

Mentre per l’alimentare convenzionale, l’anno si è chiuso  con una perdita del 2,8% rispetto al 2011, secondo gli ultimi dati di Federalimentare.

E anche per l’Ismea, secondo quanto riportato nell’articolo seguente da loro pubblicato, ribadisce, dal punto di vista del “sentiment” dell’industria alimentare, che le cose non stanno andando bene. Mentre, si conferma, anche quest’anno, il buon andamento dell’export!

Ismea, ancora giù la fiducia dell’industria alimentare

Roma, 12 febbraio 2013 - Peggiora la fiducia dell’industria alimentare italiana nell’ultimo trimestre 2012.

L'indicatore elaborato dall’Ismea, che sintetizza il sentimento del settore attraverso valutazioni su ordini, attese di produzione e livello delle scorte, si è attestato a -13,3 (in un campo di variazione che oscilla tra -100 e +100), registrando una riduzione di circa sei punti sia su base trimestrale, sia rispetto allo stesso periodo del 2011.

Dai giudizi raccolti a dicembre presso un panel di 1.200 operatori industriali emerge, in particolare, un significativo deterioramento (rispetto al trimestre precedente) delle attese produttive di breve termine. Di pari passo si è riscontrato un miglioramento dei giudizi sul livello delle scorte, per effetto di politiche di contenimento della produzione messe in atto dalle imprese.

Sull’andamento degli ordini, la metà quasi degli intervistati segnala una contrazione rispetto alla media del periodo, correlata alla debolezza della domanda interna. Solo per alcuni segmenti caratterizzati da una maggiore propensione all’export si rileva un effetto compensazione, grazie al buon andamento delle commesse all’estero.

I giudizi positivi sulla dinamica delle vendite oltreconfine trovano peraltro riscontro nelle previsioni Ismea di una crescita del 7,7% delle esportazioni (in valore) di alimenti e bevande nel 2012.

Tracciando un bilancio dell’intera annata - conclude l’Istituto - emerge per l’industria alimentare uno scenario difficile e in peggioramento rispetto al 2011.

Si segnalano solo alcune eccezioni rappresentate dai segmenti dell’industria dolciaria, della mangimistica e del riso, comparti che oltre a un indice di fiducia positivo registrano un’evoluzione leggermente più favorevole rispetto al 2011.

(Fonte: Ismea)

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