L’Agricoltura è ancora un tema marginale?
In questa campagna elettorale SI, tranne per i pochi che ci hanno risposto.
Vizioli: “A loro va la nostra indicazione di voto per domani”
Perugia, 30 maggio 2015. Domani si vota per eleggere chi guiderà la nostra Regione per i prossimi cinque anni e come sempre l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica ha fatto presente ai candidati, con chiarezza e sintesi, quali dovrebbero essere le priorità e le azioni mirate affinché un comparto così importante a livello economico e sociale possa risvegliarsi da anni di sonnolenta disattenzione da parte delle istituzioni.
Aiab ha lanciato il suo appello circa dieci giorni fa, e lo ha fatto perché è dovere dell’associazione nei confronti dei tanti produttori umbri che quotidianamente, col loro lavoro, si fanno custodi del territorio, della salute di quanti consumano i frutti delle loro terre, tutelano l’ambiente e lo fanno crescere in nome del rispetto e della salvaguardia delle risorse. Aiab lo ha fatto perché è portavoce di tutti i soggetti coinvolti nella produzione e nel consumo di cibi biologici, portando avanti il suo impegno di dialogo con le istituzioni che propone soluzioni e alternative a un modello di sviluppo che diversamente non ci porterà da nessuna parte.
Come atteso, però, “anche in questa campagna elettorale, l'agricoltura è stato un tema marginale se non per pochi candidati – dichiara Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab Federale, e continua: Eppure questa nuova amministrazione gestirà i fondi del Piano di Sviluppo Rurale per tutto il quinquennio”. Proprio per questo motivo, dieci giorni fa, abbiamo chiesto risposta ad alcune questioni che l’associazione, come voce di produttori, tecnici e consumatori che ne fanno parte, ritengono molto importanti:
1. Rivedere il PSR dell’Umbria per portare il settore biologico al 20% della SAU entro il 2020;
2. Inserire in modo vincolante i prodotti biologici nei bandi per la fornitura di pasti nelle mense scolastiche della prima infanzia;
3. che la Regione Umbria faccia pressione perché il governo italiano bandisca il glifosato, come già richiesto dalle associazioni del bio e ambientalista come ha già fatto il Parlamento dell'Olanda;
4. vietare l’uso dei pesticidi accertati cancerogeni nei disciplinari di agricoltura integrata e conservativa, finanziati dal PSR e sostituire l’uso di pesticidi cancerogeni con interventi meccanici per la gestione delle aree verdi e le strade di uso pubblico;
5. sostenere la bioagricoltura sociale come modello di welfare partecipato.
A queste richieste di impegno e interventi seri a tutela del settore, ci hanno dato risposta:
Serenella Bartolomei del Movimento Cinque Stelle, ricordandoci che diverso tempo fa, come ambientalista e attivista del M5S, si era fatta promotrice della richiesta “alle Province di Terni e Perugia, alla Regione Umbria, all’Anas, all'ASM di Terni, di evitare l’impiego di erbicidi di sintesi chimica per la pulizia delle nostre strade e ricorrere invece all’esclusivo diserbo meccanico”.
Una risposta molto attenta è arrivata dalla lista “L’Umbria per un’Altra Europa”, a firma del candidato governatore Michele Vecchietti e del candidato consigliere Sergio Cabras. Nel documento (che alleghiamo), si legge in risposta al primo punto (riguardante la richiesta di Aiab di arrivare al 20% della SAU bio entro il 2020): “In prospettiva puntiamo a ben oltre il 20% ma, progressivamente, ad una Regione ad agricoltura interamente biologica che renderebbe anche più semplice ed economica - o anche gratuita perché collettivamente a carico della Regione - la certificazione Bio, oltre ovviamente ad accrescere l'appeal dei prodotti umbri”.
Anche Amato John de Paulis, candidato alla presidenza dell’Umbria per Alternativa Riformista, risponde ai 5 punti espressi da Aiab sottolineando che è “un convinto ecologista dal 1965 e non soltanto in occasione delle elezioni”. Il suo ambizioso progetto per l'Umbria in generale, ed in particolare per l'agricoltura, punta su “una regione Chemical Free e sulla creazione di una filiera EBU (Eco-Bio_Umbria) che va dal produttore al consumatore. Inoltre, come Veterinario – continua il candidato - vorrei sottolineare che anche se abbiamo coltivazioni no-OGM lo stesso non è vero per i mangimi che arrivano nei nostri allevamenti, che per 2/3 sono d'importazione”.
E l’ultima risposta è arrivata anche dall’ufficio stampa della candidata presidente Catiuscia Marini che, scusandosi del fatto che per la mole di impegni programmati già da settimane non sarebbe riuscita a rispondere alla nostra iniziativa, ci invitava a “prendere visione del programma elettorale dove interventi in favore delle imprese agricole, dei lavoratori e della valorizzazione degli elementi identitari dell'agricoltura umbra rappresentano punti fondamentali”.
Noi lo abbiamo fatto e ve ne proponiamo uno stralcio, forse utile a farvi un’idea per il futuro, forti anche delle considerazioni sull’esperienza appena passata: “La Giunta regionale ha lavorato intensamente in questi ultimi due anni a predisporre i programmi per il 2014-2020, incorporando in essi scelte ed azioni corrispondenti, in coerenza con gli obiettivi strategici sopra richiamati. La dotazione dei programmi europei ammonterà a circa 1,5 miliardi di euro, dei quali oltre la metà (870 milioni di euro) è rappresentata dalle risorse per lo sviluppo rurale, che sarà quindi chiamato a fornire un contributo decisivo agli obiettivi di sviluppo, con più innovazione e competitività per le imprese agricole e agroalimentari, una maggiore attenzione alla sostenibilità delle produzioni e alla salvaguardia del territorio rurale, ma anche più sostegno ai giovani e allo sviluppo delle aree interne e montane”.
Con l’augurio di una riflessione serena sul voto che state per esprimere, vi salutiamo ringraziandovi del sostegno che date ad Aiab nella speranza che possiate apprezzare il nostro impegno.
Approfittando di questa occasione e rimanendo in tema di elezioni, vi ricordiamo l’appuntamento del 12 giugno in cui sarete chiamati a votare nuovamente! Questa volta per rinnovare gli organi dirigenti di Aiab Umbria e Pro.Bio.
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