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30/06/2015

Monococco: ecco il glutine digeribile

ARTICOLO DEL CNR

Il grano monococco, ossia il Triticum monocccum, anche noto come piccolo farro, pur

essendo un cereale che contiene glutine, cioè la sostanza proteica che in soggetti

geneticamente predisposti scatena allergie e intolleranze, potrebbe essere un alimento adatto a

prevenire la celiachia. Sembra una contraddizione, si tratta invece della conclusione a cui è

giunto un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche coordinati da Gianfranco

Mamone dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) di Avellino e da Carmen

Gianfrani dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr) di Napoli con un articolo

pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research.

“Il monococco, le cui origini risalgono a diecimila anni fa, è un frumento con un genoma più

semplice rispetto agli altri cereali e ha costituito la base della dieta delle popolazioni agricole

per migliaia di anni, sostituito poi in gran parte dal grano tenero e duro, più produttivi e di

facile trebbiatura”, spiega Mamone. “Con il nostro studio abbiamo scoperto che varietà

antiche di questo cereale contengono un glutine più fragile e dunque più digeribile e meno

tossico rispetto al grano tenero (Triticum aestivum). La riproduzione in vitro del processo di

digestione gastrointestinale, seguita dall’analisi proteomica e dalla valutazione della tossicità

immunologica su biopsie intestinali e cellule linfocitarie prelevate da soggetti celiaci, ha

dimostrato che la parte proteica del glutine, dannosa per i celiaci, è in gran parte distrutta

durante il processo di digestione del grano monococco, contrariamente a quanto succede per il

glutine del grano tenero”.

Una notizia positiva dunque, solo però in termini di prevenzione. “Seppur notevolmente meno

dannoso, il monococco non è comunque idoneo per pazienti che hanno già manifestato la

celiachia”, puntualizza Gianfrani. “Invece, potrebbe avere effetti benefici sullo sviluppo della

malattia in soggetti ad alto rischio di celiachia. Infatti, dal momento che esiste una stretta

correlazione tra la quantità di glutine assunta e la soglia per scatenare la reazione

infiammatoria avversa, un’azione preventiva potrebbe essere quella di utilizzare grani con

minor contenuto di glutine. Pertanto un grano come il monococco che contiene un glutine più

digeribile, e dunque meno nocivo, potrebbe essere un valido strumento per la prevenzione di

questa patologia”.

A beneficiare di un dieta a base di piccolo farro sarebbero, secondo i ricercatori, anche i

soggetti con sensibilità al glutine. “Oggi sappiamo che gli alimenti a base di grano

monococco sono ben tollerati anche da chi soffre di questo disturbo alimentare, che ha

caratteristiche diverse dalla celiachia. Quindi, il prossimo passo della ricerca sarà eseguire gli

esperimenti direttamente sui soggetti intolleranti per avere la conferma della minore tossicità

del monococco e riportare sulla nostra tavola un grano antico”, concludono i ricercatori.

Capo Ufficio Stampa

Marco Ferrazzoli

Ufficio Stampa

Cecilia Migali

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