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Roma, 11 settembre 2015 – “Anche se la produzione di biologico continua a crescere, rischiamo, se non si interviene politicamente, di continuare a fare ricorso alle importazioni per soddisfare una domanda sempre più crescente, invece di permettere al nostro sistema agricolo di cogliere questa opportunità”. E’ questa la convinzione di Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB che parteciperà, sabato prossimo 12 settembre, al Sana, al convegno di apertura “Verso una nuova strategia nazionale per l’agricoltura biologica”, organizzato dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali in collaborazione con il Forum Internazionale del Biologico e al quale parteciperà, tra gli altri, il viceministro Olivero.
AIAB torna così al SANA dopo una lunga assenza anche per consolidare il percorso di unità del movimento biologico e biodinamico e per affrontare insieme le criticità del settore più dinamico della nostra agricoltura.
Come già anticipato dal Sinab nei giorni scorsi, nell'ultimo anno sono stati oltre 80 mila gli ettari convertiti alla produzione secondo il metodo biologico e l'incidenza della superficie agricola bio sul totale di quella nazionale è passata dal 10,1% al 10,8%.
Negli ultimi 10 anni, dunque, il settore ha avuto un incremento in valore del 250%, con circa 1,4 milioni di ettari passati dall’agricoltura convenzionale a quella biologica.
Questo quadro va letto anche in termini qualitativi, come attesta lo studio dell’Università di Oxford che rileva per le aziende biologiche un aumento del 34% della biodiversità, intesa come incremento del numero di specie presenti, dalle piante ai batteri del suolo, fino ai mammiferi e agli uccelli.
“E’ la conferma – dice Vizioli - che il biologico va sostenuto anche per i servizi che offre alla collettività, essendo il principale modello agricolo realmente in grado di contrastare i cambiamenti climatici, quindi linea con gli obbiettivi della PAC.
Siamo comunque in ritardo rispetto all’obiettivo del 20% che l’AIAB si poneva già 20 anni fa e lontani dal soddisfare totalmente una domanda sempre più in crescita. In questo modo rischiamo di far crescere solo gli importatori invece della produzione italiana.
Gli ultimi PSR, per fare l’esempio più eclatante, non hanno veramente creduto nel biologico. Una tendenza che va invertita prima possibile ragionando su una strategia di sviluppo rurale che non si limita alla sola misura M11”.
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Ufficio stampa AIAB
Michela Mazzali
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