Roma, 15 settembre 2016 - Chi controlla il cibo controlla il popolo. E’ una frase di Henry Kissinger perfettamente adattabile a questa notizia della fusione tra il gruppo farmaceutico tedesco Buyer e la multinazionale americana Monsanto. “Non solo – dice il presidente di AIAB Vincenzo Vizioli – il nuovo gigante economico sembra pensato appositamente per creare nuove malattie, attraverso l’utilizzo di pesticidi agricoli, e per introdurre sul mercato farmaci per curale. Tutto ciò ci riempie di preoccupazione relativamente al nostro futuro di consumatori. Un’ operazione che concentra ulteriormente il controllo delle sementi in poche e inquietanti mani e che restringe ulteriormente la biodiversità coltivata.
L’Associazione italiana per l’Agricoltura Biologica, da sempre il prima linea contro il glifosato prodotto dalla Monsanto, definito cancerogeno dallo IARC, si augura che l’Italia, anche a seguito di questa fusione, prenda sempre più le distanze dai prodotti targati Monsanto, non solo quelli contenenti glifosato ma anche gli OGM che a questa sostanze risultano resistenti.
“Dopo il braccio di ferro in sede di Commissione europea per il rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo dell’erbicida e la successiva proroga per altri 18 mesi con alcune restrizioni all’utilizzo – dice Vincenzo Vizioli - ci aspettiamo che il governo italiano si pronunci in modo chiaro sulla questione per vietare totalmente, senza ambiguità la pericolosa sostanza dall’agricoltura italiana, a partire dai PSR”.
Allo stesso tempo, va mantenuto fermo il divieto verso gli OGM che, al netto delle conseguenze sulla salute ancora non del tutto dimostrabili nonostante lo stretto legame tra questi e l’erbicida cancerogeno, stanno consegnando il mondo intero a poche multinazionali. “Queste – conclude Vizioli - stanno azzerando la sovranità alimentare e quindi la democrazia impedendo ai popoli di scegliere il proprio modello agricolo e alimentare”.
Michela Mazzali
Ufficio Stampa
AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica)
m.mazzali@aiab.it
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