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04/03/2022

Finalmente la legge: l'agricoltura biologica aspettava da 5 anni

di LUCA MARINELLI

L’agricoltura biologica italiana verrà tutelata per legge. Ieri (mercoledì 2, ndr), dopo quattro anni dalla sua presentazione in Parlamento, è stato finalmente approvato dal Senato – quasi all’unanimità – il provvedimento tanto atteso: 195 i voti favorevoli, nessuno contrario e 4 gli astenuti. Tra gli aspetti centrali della legge, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ci sono l’introduzione di un marchio per il biologico italiano, la definizione giuridica dei distretti agricoli biologici (strumenti di rete tra aziende di un medesimo territorio) e la legge delega al Governo per la revisione della normativa su armonizzazione e razionalizzazione sui controlli.

INOLTRE, IL DDL PREVEDE un tavolo tecnico per la produzione biologica, l’educazione al consumo, agevolazioni per i contadini e gli agricoltori che scelgono di convertire la propria azienda, anche attraverso forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera e il lavoro. Il governo, per bocca del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Francesco Battistoni, ha esultato: «Oggi è una giornata storica. Dopo 13 anni di attesa il nostro Paese ha finalmente la sua legge sul biologico». Stessa linea per Slow Food Italia: «Siamo in presenza di un passaggio epocale verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e amica della salute dei consumatori. Un passo concreto verso una reale “transizione ecologica”» ha commentato la presidente dell’associazione, Barbara Nappini. «Una legge – ha ricordato la deputata di FacciamoECO Rossella Muroni – richiesta da associazioni e cittadini, attesa da 80mila aziende di un settore in cui siamo leader in Europa e che ha ampie opportunità di crescita. Una buona notizia per il futuro della nostra agricoltura buona, sana e sostenibile».

IL COMPARTO VALE circa 7,5 miliardi di euro di fatturato, sottolinea Coldiretti: 4,6 miliardi di euro nel mercato interno e 2,9 in quello estero; gli imprenditori biologici, ha spiegato Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva e prima firmataria della legge alla Camera «investono in molte aree a rischio abbandono, e fanno della ricerca e della innovazione la loro chiave di sviluppo». Ecco perché paiono stonate nuovamente le proteste della senatrice a vita Elena Cattaneo, che anche ieri ha avuto modo di attaccare l’agricoltura biodinamica, parlando di «pratiche esoteriche e antiscientifiche» per le aziende che oltre alla certificazione bio decidono di sposare le pratiche descritte da Rudolf Steiner. Cattaneo ha presentato e voluto l’approvazione di un ordine del giorno chiedendo di eliminare anche dagli articoli 5 e 8 della legge ogni «richiamo alla biodinamica». L’odg – firmato in modo trasversale da tutti i gruppi – impegna il governo ad esercitare «tempestivamente la delega legislativa» per cancellare ogni riferimento alla biodinamica.

LA BATTAGLIA DELLA CATTANEO è – da tempo – contro l’agricoltura biologica, che già nel 2019 in un’intervista al Sole 24 Ore definiva ingannevole. Eppure, nell’ultimo decennio le vendite bio totali sono più che raddoppiate (+122%), secondo dati Biobank. Il successo nel carello sostiene l’aumento della produzione nazionale su 2 milioni di ettari di terreno coltivati, fornendo una spinta al raggiungimento degli obiettivi della strategia Farm to Fork del New Green Deal dell’Unione Europea che punta ad avere almeno 1 campo su 4 (25%) dedicato al bio in Italia. Con buona pace della Cattaneo, parlano i numeri forniti da Coldiretti e relativi ai mercati contadini organizzata da Campagna Amica con 12.000 agricoltori coinvolti in circa 1.200 farmers market in tutta Italia.

ALLA SENATRICE A VITA risponde anche l’onorevole Gadda, che ha difeso con tenacia l’approvazione della legge: «Agitare lo spettro dell’antiscienza nell’opinione pubblica, con una potenza mediatica raramente vista su altri temi, è stato un modo bieco per nascondere altri evidenti interessi superati anche dagli indirizzi comunitari». Altri interessi, come quelli dei sementieri pro-Ogm, che non hanno evidentemente a cuore l’agricoltura contadina. - fonte: il manifesto del 3 marzo 2022

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